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BRAND STORIES

Alessi: design italiano, oggetti con carattere

Alessi nasce nel 1921 a Omegna come officina per la lavorazione dei metalli. Niente, in quel nome, lasciava presagire quello che sarebbe diventata: un'azienda capace di trasformare uno spremiagrumi in un pezzo da museo e un cavatappi in un personaggio con un nome e una faccia.

Il paradosso è proprio questo. Alessi fa oggetti seri, utensili che devono funzionare, resistere, durare, e li tratta come se fossero piccole opere teatrali. Un cavatappi non deve solo aprire le bottiglie: deve farlo con stile, magari con un po' di ironia. Una fruttiera non deve solo contenere la frutta: può avere le zampe. Il risultato è un catalogo che sta, da quasi un secolo, esattamente a metà tra il funzionale e il narrativo, senza scegliere, perché non ha bisogno di scegliere.

Il metodo Alessi: quando il design incontra i grandi nomi

C'è un motivo se così tanti oggetti Alessi hanno un nome proprio invece di una sigla. Alessi non commissiona prodotti: commissiona personaggi.

Alessandro Mendini ha dato un volto e un'identità a una coppia di cavatappi.

Philippe Starck ha trasformato uno spremiagrumi in qualcosa che assomiglia più a una creatura marina che a un utensile da cucina.

Ettore Sottsass, Michael Graves, ognuno ha lasciato un gesto riconoscibile, non solo una firma in calce a un progetto.

È una differenza che si vede subito quando si confronta Alessi con altri brand di design da cucina: lì il designer firma l'oggetto, qui il designer gli costruisce un'identità che continua a vivere, con varianti, edizioni, persino famiglie di prodotti che si espandono nel tempo attorno al personaggio originale, come succede con i cavatappi che vedremo tra poco.

I prodotti Alessi più iconici: una selezione con carattere

Alcuni oggetti Alessi hanno una storia precisa dietro, un designer, un'idea, un momento in cui tutto è andato al posto giusto. Questi sono i pezzi che hanno fatto la differenza.

Anna G. e Alessandro M.: la coppia che ha cambiato il cavatappi per sempre

C'è una storia che Alessandro Mendini raccontava spesso, e vale la pena ripeterla perché spiega tutto: da piccolo guardava sua nonna aprire le bottiglie di vino a tavola, e quel gesto, la testa che gira, le braccia che si alzano, gli sembrava una specie di balletto. Nel 1994 decise di disegnare un cavatappi che fosse anche quello: un utensile e allo stesso tempo un piccolo personaggio capace di ripetere quel rituale ogni volta che qualcuno stappa una bottiglia.

Il risultato fu Anna G., il nome arriva da Anna Gili, designer e amica di Mendini, che lui stesso ammise essere stata l'ispirazione "per via subliminale". Il cavatappi diventò un classico quasi subito: oggi è tra gli oggetti più riconoscibili dell'intera produzione Alessi, con un seguito che va ben oltre la cucina.

Cavatappi Alessi

Al suo fianco è arrivato Alessandro M., il compagno: stessa famiglia di forme, stesso spirito ironico, pensato come il suo doppio maschile.

Da Keepup trovi entrambi, anche nelle versioni più recenti pensate per il trentennale: Liquid, Arborea, Delft, oltre alla Parade Special Edition. Non sono semplici varianti colore: le edizioni del trentennale sono realizzate in AlkiPaper, un biocomposito a base di carta sviluppato per avere un impatto ambientale più contenuto, con decori firmati da nomi diversi, tra cui la figlia di Mendini, Fulvia. È un dettaglio che vale la pena conoscere se si sta scegliendo un cavatappi da regalo: un pezzo di design che si è evoluto restando coerente con se stesso.

Juicy Salif: lo spremiagrumi che è entrato nei musei

Il caso più chiaro di oggetto senza volto ma indimenticabile è il Juicy Salif, lo spremiagrumi disegnato da Philippe Starck nel 1990, disegnato, si racconta, su una tovaglietta di carta durante una cena in pizzeria. È entrato nelle collezioni del MoMA, ha tre gambe sottili come un insetto e divide ancora oggi chi lo usa davvero da chi lo tiene solo in vista. In entrambi i casi, funziona: come scultura da banco, prima ancora che come spremiagrumi.

Spremiagrumi Alessi

Il lato pratico di Alessi: oggetti per la casa e la tavola

Non tutto, in Alessi, ha un volto. Il marchio ha anche una produzione più sobria, pensata per durare nell'uso quotidiano: meno teatrale dei cavatappi, ma comunque firmata da nomi precisi.

Itsumo, disegnato dal giapponese Naoto Fukasawa, è un servizio di piatti dalle linee morbide e rigorose: forme pulite, proporzioni calibrate, pensato per chi vuole una tavola con un'estetica precisa senza rinunciare all'uso quotidiano. Asta, firmata da Alessandro Mendini insieme ad Annalisa Margarini, lavora invece su un contrasto visivo: un manico rettilineo e asciutto che si apre in una forma generosa e organica nella parte funzionale. Anche qui, lo stesso Mendini dei cavatappi, ma in versione più composta.

A questi si aggiunge Kalistò, un barattolo in acciaio inox dal disegno pulito, pensato per restare in vista in cucina senza bisogno di essere nascosto in un mobile.

Una menzione a parte merita Il Tornitore Matto, il progetto più recente e sperimentale del marchio: nato nel 2023 da un'idea di Alberto Alessi e Giulio Iacchetti, recupera l'antica tecnica della tornitura del metallo, il mestiere che il nonno di Alberto esercitava in azienda già negli anni venti. Il rinfrescatore Compressioni di Paolo Ulian, che trovi da Keepup, nasce da un metallo tornito e poi schiacciato: ogni pezzo è unico, con pieghe geometriche che si formano quasi per caso durante la lavorazione. È la prova che, anche quando non ha un volto, un oggetto Alessi continua a raccontare qualcosa.

Alessi come regalo: quando funziona e quando no

I pezzi piccoli di Alessi sono tra i regali più richiesti a Keepup, ma non tutti funzionano allo stesso modo. Il Magic Bunny ha senso per chi ride volentieri a tavola. Bzzz per chi colleziona oggetti piccoli e inutili nel senso migliore del termine. Minou solo per chi ama davvero i gatti. Savon du Chef invece è la scelta giusta per chi in cucina ci sta sul serio, e apprezza un oggetto pratico travestito da scultura da lavandino.

Sono tutti pezzi sotto i 30 euro, ma richiedono di sapere qualcosa di chi riceve. Non sono regali generici dell'ultimo minuto, sono scelte che funzionano solo se si conosce almeno un po' la persona a cui sono destinati.

collezione Alessi

Dove sta Alessi nel design italiano: tra ironia pop e teatralità materica

Nel panorama del design da tavola e da cucina, Alessi occupa una posizione precisa: gioca sull'ironia, ma con un registro più composto ed elegante rispetto ad altri brand che seguono la stessa strada. Il sorriso di Anna G. non ha la stessa carica pop e dissacrante del Toiletpaper di Seletti, ma nemmeno la teatralità materica e fiabesca di Qeeboo: è un'ironia più trattenuta, sempre elegante.

Da Keepup, Alessi si inserisce in un pantheon di brand che condividono lo stesso impulso, trattare gli oggetti di casa come occasioni per raccontare qualcosa, pur partendo da strade diverse: l'ironia pop di Seletti, la teatralità materica di Qeeboo, e qui, l'eleganza ironica di Alessi.

FAQ su Alessi

Da quando esiste Alessi? 
Dal 1921, fondata a Omegna come officina per la lavorazione dei metalli.

Perché i cavatappi Alessi hanno un nome proprio?
Perché sono stati pensati come piccoli personaggi, non solo come utensilii: Anna G. e Alessandro M. sono i due esempi più noti, disegnati da Alessandro Mendini.

Il Juicy Salif funziona davvero come spremiagrumi?
Sì, anche se molti lo tengono più come oggetto decorativo: la sua forma a tre gambe lo rende riconoscibile prima ancora che pratico.